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Sale rosso delle Hawaii - Alaea Rouge

Il sale non finisce mai di stupire: un bel po’ di tempo fa, incuriosita da un articolo letto chissà dove, iniziai ad approfondire l’argomento e mi si aprì un mondo di colori e di sapori fino ad allora relegati al sapido candore del banale sale da cucina e al velo grigio degli integrali bretoni. Mai avrei pensato di trovarne di neri, ocra, rosa, rossi. Ne parlai qui e qui, ma solo lo scorso novembre, in occasione della conferenza milanese di SaltExpò ho potuto assaporarne alcuni.

Uno dei sali che più mi attrae è l’Alaea Rouge: i suoi grani sembrano piccole pietre preziose che si illuminano di mille sfumature a seconda dell’angolo d’incidenza dei raggi solari. Mi sono ritrovata a giocarci e, sotto i lenti movimenti delle mie mani, prendevano forma le immagini più bizzarre.

Nelle Hawaii si raccolgono due tipi di sale, uno nero di origine lavica e uno rosso che nasce dall’incontro magico con l’argilla. Di recente ho scoperto che i sali hanno un sesso: quelli marini sono “maschi”, quelli minerali sono “femmine”, quindi entrambi i sali hawaiiani, poich&eacute di origine terrestre, sono femmine.

L’Alaea Rouge, di un bel color mattone che ricorda la terra battuta dei campi da tennis, venne originato in seguito alle forti piogge che alimentarono i fiumi: questi, sempre più impetuosi, trascinarono una particolare argilla verso il mare e, in seguito all’evaporazione delle acque che si erano raccolte in pozze a causa delle maree, si ricavò questo sale coloratissimo per effetto dell’ossido di ferro presente in grandi quantità, oltre a molti altri minerali.

Anticamente gli abitanti delle isole usavano questo sale prevalentemente nei rituali sacri per assicurarsi protezione, ma anche per conservare il cibo.
Oggigiorno la sua raccolta arricchisce l’economia della piccola isola di Molokai che, dell’arcipelago, è la meno sfruttata dal turismo e quindi assicura un prodotto non inquinato.
L’evaporazione viene effettuata per mezzo di un evaporatore solare, i cui pannelli vengono sigillati ermeticamente per consentire un lento processo in grado di mantenere inalterato il contenuto in minerali ed elettroliti, al contrario di altri metodi che impoveriscono il sale.

L’estrema cura impiegata nella lavorazione fa sì che ogni azione sia controllata fino al packaging, quando al sale, invasato o inscatolato, viene applicata l’etichetta sotto la supervisione di maestri del sale certificati, membri del Salt Masters Guild of Hawaii.

Dal lieve sapore di nocciola, particolarmente amato dagli chef per decorare, l’Alaea Rouge è usato dalle popolazioni locali per la preparazione di piatti come il Kalua Pig, il Poke e l’Hawaiian Jerky; è ottimo anche per salare il burro alle fines herbes da accompagnare al pesce grigliato.

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Raccontato da Elisa Lunedì 12 Marzo 2007

2 commenti in “Sale rosso delle Hawaii - Alaea Rouge”

  1. nicky dice:
    4 Ottobre 2007 @ 10:48

    il mio interesse verso il sale rosso nasce dal fatto che contiene molto ferro ed io ne sono carente. mi piacerebbe poterlo comperare e utilizzare in cucina come un sale normale. e’ possibile?

  2. Elisa dice:
    4 Ottobre 2007 @ 13:10

    Ciao, nicky, puoi comprarlo online o se abiti a Milano posso fornirti alcuni indirizzi, in altre citta’ non saprei dirti.

    Cmq se sei carente di ferro introduci almeno una volta a settimana le lenticchie, un etto in un pasto, sempre che tu mangi carne che fornisce il ferro piu’ assimilabile in assoluto. Se sei vegetariana, vai di lenticchie e fagioli piu’ volte a settimana…io ho risolto una brutta anemia sideropenica cosi’.
    In bocca al lupo.

Commenti